Anello Lago Spina

INFORMAZIONI TECNICHE

Partenza: Piazza Risorgimento
Arrivo: Piazza risolrgimento
Lunghezza: 9,5 km circa 
Dislivello: 67 mt 
Tempo di percorrenza:   1 h 30 min in bici 
2 h 30 a piedi
Difficoltà: facile 
Caratteristiche: Percorso che collega il paese a tre dei luoghi più significativi di Pralormo: il Lago della Spina, bacino artificiale realizzato nel 1827, il Santuario della Beata Vergine della Spina, edificato nel XVI secolo, ed il Pilone votivo di San Donato, patrono del paese.

DESCRIZIONE DEL PERCORSO


Il percorso parte da Piazza Risorgimento e si snoda lungo la centrale Via Torino, per poi imboccare la SR29 (Via Alba), verso il Lago della Spina.
Arrivati ad un Ristorante/Pizzeria "L'Olmo", si prosegue a sinistra in Strada del Caramello, fino ad arrivare alla sponda del lago. Imboccando la strada a sinistra si percorre tutto l’anello del lago in senso orario. 
Una volta tornati sulla diga dove sorge un ristorante, con una breve digressione di circa 550 m, girando a sinistra in Via del Santuario si può salire al Santuario della Beata Vergine della Spina
Per concludere l'anello si percorre la strada sopra l'argine del lago e si riprende Strada del Caramello, già fatta precedentemente,
al termine della discesa troviamo una strada in salita che termina in Via San Donato.
Giunti qui si può fare una brevissima sosta svoltando a destra verso il Pilone votivo di San Donato, dove sorgeva il nucleo medievale di Pralormo. 
Tornando indietro su Via San Donato si giunge all’incrocio con Via Cellarengo, dove si svolta a sinistra per rientrare in paese. 

Il percorso è facile, adatto a tutti, con l’unica breve salita di San Donato che richiede un po’ d’allenamento!



COSA SI PUO' VISITARE?


  • Lago Spina


Nelle immediate vicinanze del Santuario Santa Maria della Spina si trova il Lago omonimo. I primi lavori per la realizzazione di un bacino artificiale per l'irrigazione dei prati circostanti iniziarono nel 1827 per iniziativa del conte Carlo Beraudo e del Marchese Ferrero della Marmora, consignore di Pralormo. La direzione dell'opera venne affidata all'ingegnere idraulico Barabino, che realizzò un'opera di enorme prestigio non solo per le dimensioni, ma anche per l'ingegnoso meccanismo d'irrigazione di cui dotò l'invaso. Il bacino ha una superficie di 0,16 km² ed è posto nella valle del Rio Torto; l'argine misura 20 m d'altezza, 50 m di larghezza alla base e 300 m di lunghezza. Nel lago confluiscono le acque del Rio Torto e del Rissarasco, convogliate attraverso due gallerie realizzate nei primi anni del Novecento con mattoni di argilla. Dal 2008 sono iniziati i lavori di messa in sicurezza definitiva a seguito delgli eventi alluvionali del 1994.

  • Santuario della Beata Vergine della Spina



Voluto, secondo la tradizione dalla devozione popolare, dopo che un’immagine della Vergine dipinta su un pilone e graffiata ad un occhio da uno spino, emise sangue. I primi cenni storici si ricavano dalla relazione della visita pastorale del Vescovo di Asti Mons. Domenico della Rovere effettuata nel 1585. In essa si parla di gran concorso di popolo a motivo dei molti miracoli operati e si descrivono due altari presso i quali si celebrava la Messa. Da un bollettino parrocchiale, redatto da Don Carlo Pressenda rettore del Santuario nel 1925, si apprende che l’altare maggiore fu costruito nel 1632. La chiesa fu custodita da diversi ordini religiosi che abitarono nell’attiguo monastero, di cui si possono citare i Trinitari (1639-1652), i Cistercensi (1681-1797). L’edificio del monastero venne costruito a metà del Seicento su terreni donati da Gaspare Petrina, signore del luogo. Dal 1797 al 1833 il monastero appartenne ad un certo Giuseppe Farò di Torino. Nel 1833 fu acquistato dai Marchesi Ferrero della Marmora. Nel 1877 Don Elia Francesco, in riconoscenza per l’ottenuta guarigione da una lunga malattia, risanò la Chiesa affidando il rinnovo delle pitture interne a un famoso pittore della zona, Felice Barucco, che dipinse le figure ai lati quadro della Beata Vergine e le volte. All’inizio del ‘900 il monastero passò alle figlie di San Filippo. Sono da attribuire a don Rodolfo Piglione i lavori di restauro che modificarono sensibilmente la facciata del santuario a cui vennero aggiunti i due campanili e il piccolo portico, inoltre venne abbattuta la cupola conica posta sul campanile cilindrico. Dal 1991 la proprietà è delle monache adoratrici del Cottolengo. La festa della Beata Vergine della Spina si celebra il 15 Agosto con la solennità dell’Assunta. 

  • Pilone di San Donato



Le prime notizie risalgono al 1662 quando viene citato come “antica parrocchiale”, a testimonianza della presenza dell’antico nucleo abitato. L’attuale architettura risale al 1874, quando venne ricostruito l’edificio a spese del Comune dopo che nel 1872 venne demolita la costruzione originaria perchè oramai fatiscente. Il 7 Agosto si svolge la processione con la traslazione della statua del Santo dalla Chiesa Parrocchiale al Pilone, ove si svolge la S. Messa all'aperto. 




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